Un bicchiere per uno

C’era questo spicchio d’arancia matura, nel cielo. Una striscia sottilissima, quasi un capello, ed era ruvido, colmo di solchi che Vera scopriva nella lente del telescopio riempendosi d’entusiasmo.
Li vedo! Posso contarli, è incredibile!

Aveva imparato a restare immobile quando osservava la stellata, a volte si sforzava persino di non respirare per essere certa di guardare esattamente quello che gli altri avrebbero visto poco dopo. Quella sera era stato così faticoso che aveva quasi il fiatone. Si scostò per mostrare lo spicchio rosso a Maurice e restò a guardarlo con la bocca aperta solo a metà, pronta al sorriso ma ancora in attesa.. e poi l’aprì, guardando anche il suo allargarsi davanti alle stelle.

– Non l’ho mai vista, una luna così. E’ la più bella arancia che si sia mai immaginata
– Dovremmo fotografarla come si fa con il sole che tramonta
– Oppure potremmo guardarla ancora qualche minuto, finché non brucerà sotto le palpebre. Allora questo inverno quando avremo freddo chiuderemo gli occhi e la vedremo e ci riscalderà.
– E cosa succederà se quel giorno se ne sarà andata?
– Allora farà freddo ma potrebbe nevicare. E quando nevicherà lancerò la neve proprio lì, dove adesso vedi l’arancia. Ogni notte prenderà il posto della luna piena, finché non si farà mattino.

Vera tacque per qualche secondo, riflettendo con lo sguardo rivolto alla luna.
– E cosa faremo al mattino?
– La colazione, naturalmente. Spremuta d’arancia. Un bicchiere per uno.

un bicchiere per uno

(immagine presa qui: http://www.deviantart.com/art/Orange-on-Blue-149803228)


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